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Gordon

Dall’intervista rilasciata da Gordon a Johnny Rap, cronista della rivista Rolling Stone, maggio 1987

J.R. – Ci dica, come nasce la canzone Rebecca? -
Gordon – Tre anni fa, una mattina d’agosto, mi trovavo ad Amsterdam per suonare in alcuni Club. Stavo passeggiando nella celebre piazza Dam quando un malefico piccione in fase di alleggerimento colpì la spalla destra della mia candida camicia bianco latte. –
J.R. – Una vera sfortuna…-
Gordon – Be', più che altro perché la camicia l’avevo appena comprata per il concerto di quella sera e all’epoca non ero, diciamo, benestante quanto ora, tutt’altro… -
J.R. – E cosa fece? -
Gordon – Dopo aver imprecato verso il dannato volatile, sono entrato in un bagno pubblico, mi sono tolto la camicia e, a torso nudo, ho tentare di lavare via la macchia col sapone. –
J.R. – E funzionò? –
Gordon – Avrebbe funzionato, se in quel momento non fosse entrato il custode del bagno, un omaccione enorme, che mi gridò delle frasi minacciose in olandese e dopo avermi fatto notare l’assoluto divieto di lavare indumenti nel lavabo, con tanto di disegno sul muro, mi scaraventò fuori con violenza. –
J.R. – Spiacevole immagino. –
Gordon – Molto. Stavo rimettendomi la camicia, con tanto di macchia, quando in quell’attimo mi sentii chiamare. Mi voltai e alla mia destra vidi una vecchia signora dai folti capelli rossi e con un ciuffo bianco in testa, seduta sopra uno sgabello all’entrata di una piccola bottega, sormontata da un insegna contenente il disegno di un piccione, una saponetta e uno scrigno. –
J.R. – Curioso! –
Gordon – E questo è niente. La donna mi invitò ad entrare e mi fece accomodare su una comoda poltrona di vimini. Con un inglese scarno ma chiaro, mi propose un patto. In cinque minuti avrebbe lavato, asciugato e stirato alla perfezione la mia camicia, eliminando la macchia colpevole. In cambio voleva a sua volta che le raccontassi qualcosa di personale. Qualcosa di cui mi vergognavo. Una macchia… dell’anima. –
J.R. – Pazzesco. E accettò? –
Gordon – Ci pensai solo un istante e poi acconsentii. Avrei fatto qualsiasi cosa per riavere intatta la mia camicia. Mentre parlavo vidi la donna eliminare la macchia con maestria eccezionale e riportare l’indumento al suo candore originale al momento esatto in cui terminai il racconto. Mi porse la camicia e la ringraziai di cuore, stringendole calorosamente la mano. –
J.R. – Un fatto singolare, quasi incredibile! –
Gordon – Già. Ah, dimenticavo. Il suo nome era Rebecca… -